Tiziana Rota, Scultura all’aperto a Lecco e provincia, 2009 Ed. Amici dei Musei del territorio lecchese
Cm 24x30, 248 pagine

Per richieste contattare l’Associazione.
Fotografie di Eugenio Anghileri, Massimo Di Stefano, Angelo Pirovano
Presentazione dello storico dell’arte  Carlo Pirovano
Con un intervento di Gian Luigi Daccò (ICOM, Direttore Musei Lecco):Gli “Amici dei Musei” e una diversa tutela.


Il Censimento delle sculture all’aperto nella città di Lecco e, per i principali autori, esteso alla provincia ha considerato i monumenti celebrativi, i medaglioni dedicatori, i monumenti ai caduti, le fontane, le opere d’arte contemporanea, le sculture presenti nei cimiteri sulle tombe e nelle cappelle, senza trascurare gli elementi decorativi plastici legati ad un artigianato d’arte ancora presenti.
Il ricco materiale fotografico, documentario  è stato raccolto in un lungo lavoro di consultazione di archivi, ricerca bibliografica, contatti con studiosi ma soprattutto  con sopraluoghi sul campo, spesso unica fonte  documentaria.
Le schede dei singoli scultori, dai neoclassici ai contemporanei, le aree tematiche legate all’iconografia, le simbologie espresse nelle arti decorative e le storie di quattro sculture ricostruiscono lo sviluppo storico artistico della scultura nel lecchese. La descrizione delle singole opere è corredata da ricca documentazione fotografica.

 

Introduzione

Parte I

Cap.1  Gli scultori neoclassici e romantici
La scultura neoclassica  presente con eccezionali esempi nei giardini delle ville si coniuga  nelle prime opere di artisti romantici con le  istanze del verismo ottocentesco. Nella seconda metà del secolo il  modellato mosso e pittorico di ascendenza scapigliata increspa le superfici levigate  e la descrizione minuta, la somiglianza fisionomica, i tratti della contemporaneità prendono il posto dell’idealizzazione classica.
Fontane, G. Bovara, G.B. Comolli, G.Rusca, F. Confalonieri, G. Branca, C. Da Nova, A. Tantardini, L. De Paoli, E. Bazzaro.

Cap. 2  La seconda generazione tra realismo e simbolismo
Nella prima metà del Novecento la memoria degli uomini illustri  e dei caduti per la patria è affidata una seconda generazione  di scultori di area lombarda e nazionale a cui si rivolgono anche  le famiglie della borghesia lecchese per opere prestigiose sulle tombe private. Sono artisti che  si muovono  tra  il simbolo e il racconto, tra la linea sinuosa  e dinamica del liberty  e il robusto realismo verista.
F. Modena,  M.Vedani, L. Panzeri,  A. Montegani, G. Castiglioni, F. Lombardi, A. Bedeschi, P.Clerici, B.Tavegini,  D. Girbafranti, P. Mayer Fantisco, Genninuzzi, G. Cibau, M. Biglioli, G. Siccardi, O. Paoli, D. Barcaglia, R. Lainati, L. Broggi, E. Agnati , A. Bezzola,T. Restelli, B. Morelli.

Cap. 3  Artisti di ambito lombardo nella seconda metà del 1900
Nella seconda metà del Novecento sono attivi  a Lecco e provincia, con una ricca produzione,  scultori che gravitano attorno all’Accademia di Brera  o operano in ambito lombardo. Se qualche volta sono le vicende private degli scultori a condurli sul lago o in Brianza, più spesso la committenza privata si rivolge all’ambito accademico per opere di grande impatto pubblico.
R. Piter, , F.Wildt, R. Rui, E. Manfrini, S. Locatelli, G. Enrini, F. Messina, P. Maggioni, L. Benetti.

Cap:.4  Gli scultori lecchesi d’origine o d’ adozione
Nel corso del 1900  scultori  nativi o adottivi del territorio hanno qui  cercato infinite variazioni plastiche, iconografiche e materiche  nell’ambito della tradizione classica. Lontane dallo sperimentalismo delle avanguardie novecentesche  e nell’ambito di una  figurazione  in equilibrio tra naturalismo e simbolismo, le loro opere registrano tuttavia echi della  ricerca del Novecento  ed esprimono  adeguatamente la cultura del proprio tempo.
G. Mozzanica, R. Pedroli, G.De Candido, F.Simoncini , L. Milani, A.Modonesi, F. Alquanti.

Cap. 5 Arte contemporanea non figurativa
Negli ultimi decenni del  1900 e nei primi anni di questo nuovo millennio, compaiono nelle piazze, nei giardini e nei cimiteri  le prime e coraggiose proposte di privati e, più raramente, di istituzioni pubbliche, che si rivolgono alle sperimentazioni non figurative di artisti contemporanei.
Sono le prime  esperienze pilota a porre  la scultura contemporanea in rapporto  con il paesaggio, nelle sue valenze naturalistiche e antropologiche,
L. Silvestri, A.Pomodoro, C. Cappello, G.Spagnulo, G. Colombo, C. Ciussi, M. Staccioli, I.Legnaghi,  R. Wach,  Susumo Shingu, P. Atchugarry, A. Ghinzani.                                                                             

Parte II

Cap.6  Storie di migrazioni
La scultura in marmo e in bronzo  è destinata fin dall’antichità a sfidare il tempo, ad essere imperitura memoria della bellezza, del mito, della storia.  Questo non ha impedito  che le sculture migrassero, fossero fuse, diventassero frammenti. Anche alcune  sculture monumentali che hanno preso forma  nell’ultimo secolo del secondo Millennio a Lecco e per Lecco non si sono sottratte al mutare del gusto o del clima politico.

-    Due volte Mario Cermenati (Rutelli- Modena)
-    Il busto scomodo di Antonio Ghislanzoni., di Antonio Bezzola
-    L’angelo che non è tornato (Mozzanica)
-    La Pietà rifiutata di Actchugarry                                                          18

Cap . 7  Temi iconografici
I cimiteri oltre ad essere repertori insostituibili della scultura degli ultimi due secoli, sono anche formidabili  riassunti della storia di un territorio. Questi luoghi delle nostre memorie private e pubbliche sono uno specchio  curioso del gusto e dei costumi dei diversi ceti sociali, di come cambiano nelle diverse epoche, nei vari luoghi. I temi  iconografici  più frequenti, dal ritratto al lavoro, dalla maternità all’infanzia, dal paesaggio alle architetture  raccontano storie di vita.

-    Rappresentazione del lavoro
-    Ricostruzione del paesaggio naturale
-    Bambini
-    Maternità
-    Ritratti
-    Ricostruzione di architetture

Cap.8 Arti decorative e simbologie
Nel marmo, nel bronzo, nel ferro battuto fioriscono  varie specie vegetali, sono riprodotti e miniaturizzati oggetti della quotidianità  e ricreati giardini per  testimoniare il ricordo imperituro ed elaborare il lutto di chi resta.
Abili artigiani rappresentano, con raffinati prodotti di grande perizia manuale ormai perduta, una simbologia vasta ed eterogenea, testimonianza  di una cultura che ha le sue radici nel mondo classico oltre che cristiano-cattolico.

-    L’angelo
-    la colonna spezzata
-    piante e fiori
-    animali
-    architetture
-    arte muratoria
-    accessori: recinzioni, cornici, portalumini e porta fiori.                   
-    indice degli autori
-    Bibliografia

Se volete leggere il saggio, o trovate qui

Tiziana Rota, Scultura all’aperto a Lecco e provincia, 2009 Ed. Amici dei Musei del territorio lecchese

Cm 24x30, 248 pagine Per richieste contattare l’Associazione.

Fotografie di Eugenio Anghileri, Massimo Di Stefano, Angelo Pirovano

Presentazione dello storico dell’arte Carlo Pirovano

Con un intervento di Gian Luigi Daccò (ICOM, Direttore Musei Lecco):Gli “Amici dei Musei” e una diversa tutela.

Il Censimento delle sculture all’aperto nella città di Lecco e, per i principali autori, esteso alla provincia ha considerato i monumenti celebrativi, i medaglioni dedicatori, i monumenti ai caduti, le fontane, le opere d’arte contemporanea, le sculture presenti nei cimiteri sulle tombe e nelle cappelle, senza trascurare gli elementi decorativi plastici legati ad un artigianato d’arte ancora presenti.

Il ricco materiale fotografico, documentario è stato raccolto in un lungo lavoro di consultazione di archivi, ricerca bibliografica, contatti con studiosi ma soprattutto con sopraluoghi sul campo, spesso unica fonte documentaria.

Le schede dei singoli scultori, dai neoclassici ai contemporanei, le aree tematiche legate all’iconografia, le simbologie espresse nelle arti decorative e le storie di quattro sculture ricostruiscono lo sviluppo storico artistico della scultura nel lecchese. La descrizione delle singole opere è corredata da ricca documentazione fotografica.

Introduzione

Parte I

Cap.1 Gli scultori neoclassici e romantici

La scultura neoclassica presente con eccezionali esempi nei giardini delle ville si coniuga nelle prime opere di artisti romantici con le istanze del verismo ottocentesco. Nella seconda metà del secolo il modellato mosso e pittorico di ascendenza scapigliata increspa le superfici levigate e la descrizione minuta, la somiglianza fisionomica, i tratti della contemporaneità prendono il posto dell’idealizzazione classica.

Fontane, G. Bovara, G.B. Comolli, G.Rusca, F. Confalonieri, G. Branca, C. Da Nova, A. Tantardini, L. De Paoli, E. Bazzaro.

 

Cap. 2 La seconda generazione tra realismo e simbolismo

Nella prima metà del Novecento la memoria degli uomini illustri e dei caduti per la patria è affidata una seconda generazione di scultori di area lombarda e nazionale a cui si rivolgono anche le famiglie della borghesia lecchese per opere prestigiose sulle tombe private. Sono artisti che si muovono tra il simbolo e il racconto, tra la linea sinuosa e dinamica del liberty e il robusto realismo verista.

F. Modena, M.Vedani, L. Panzeri, A. Montegani, G. Castiglioni, F. Lombardi, A. Bedeschi, P.Clerici, B.Tavegini, D. Girbafranti, P. Mayer Fantisco, Genninuzzi, G. Cibau, M. Biglioli, G. Siccardi, O. Paoli, D. Barcaglia, R. Lainati, L. Broggi, E. Agnati , A. Bezzola,T. Restelli, B. Morelli.

Cap. 3 Artisti di ambito lombardo nella seconda metà del 1900

Nella seconda metà del Novecento sono attivi a Lecco e provincia, con una ricca produzione, scultori che gravitano attorno all’Accademia di Brera o operano in ambito lombardo. Se qualche volta sono le vicende private degli scultori a condurli sul lago o in Brianza, più spesso la committenza privata si rivolge all’ambito accademico per opere di grande impatto pubblico.

R. Piter, , F.Wildt, R. Rui, E. Manfrini, S. Locatelli, G. Enrini, F. Messina, P. Maggioni, L. Benetti.

Cap:.4 Gli scultori lecchesi d’origine o d’ adozione

Nel corso del 1900 scultori nativi o adottivi del territorio hanno qui cercato infinite variazioni plastiche, iconografiche e materiche nell’ambito della tradizione classica. Lontane dallo sperimentalismo delle avanguardie novecentesche e nell’ambito di una figurazione in equilibrio tra naturalismo e simbolismo, le loro opere registrano tuttavia echi della ricerca del Novecento ed esprimono adeguatamente la cultura del proprio tempo.

G. Mozzanica, R. Pedroli, G.De Candido, F.Simoncini , L. Milani, A.Modonesi, F. Alquanti.

Cap. 5 Arte contemporanea non figurativa

Negli ultimi decenni del 1900 e nei primi anni di questo nuovo millennio, compaiono nelle piazze, nei giardini e nei cimiteri le prime e coraggiose proposte di privati e, più raramente, di istituzioni pubbliche, che si rivolgono alle sperimentazioni non figurative di artisti contemporanei.

Sono le prime esperienze pilota a porre la scultura contemporanea in rapporto con il paesaggio, nelle sue valenze naturalistiche e antropologiche,

L. Silvestri, A.Pomodoro, C. Cappello, G.Spagnulo, G. Colombo, C. Ciussi, M. Staccioli, I.Legnaghi, R. Wach, Susumo Shingu, P. Atchugarry, A. Ghinzani.

 

Parte II

Cap.6 Storie di migrazioni

La scultura in marmo e in bronzo è destinata fin dall’antichità a sfidare il tempo, ad essere imperitura memoria della bellezza, del mito, della storia. Questo non ha impedito che le sculture migrassero, fossero fuse, diventassero frammenti. Anche alcune sculture monumentali che hanno preso forma nell’ultimo secolo del secondo Millennio a Lecco e per Lecco non si sono sottratte al mutare del gusto o del clima politico.

 

- Due volte Mario Cermenati (Rutelli- Modena)

- Il busto scomodo di Antonio Ghislanzoni., di Antonio Bezzola

- L’angelo che non è tornato (Mozzanica)

- La Pietà rifiutata di Actchugarry 18

Cap . 7 Temi iconografici

I cimiteri oltre ad essere repertori insostituibili della scultura degli ultimi due secoli, sono anche formidabili riassunti della storia di un territorio. Questi luoghi delle nostre memorie private e pubbliche sono uno specchio curioso del gusto e dei costumi dei diversi ceti sociali, di come cambiano nelle diverse epoche, nei vari luoghi. I temi iconografici più frequenti, dal ritratto al lavoro, dalla maternità all’infanzia, dal paesaggio alle architetture raccontano storie di vita.

- Rappresentazione del lavoro

- Ricostruzione del paesaggio naturale

- Bambini

- Maternità

- Ritratti

- Ricostruzione di architetture

Cap.8 Arti decorative e simbologie

Nel marmo, nel bronzo, nel ferro battuto fioriscono varie specie vegetali, sono riprodotti e miniaturizzati oggetti della quotidianità e ricreati giardini per testimoniare il ricordo imperituro ed elaborare il lutto di chi resta.

Abili artigiani rappresentano, con raffinati prodotti di grande perizia manuale ormai perduta, una simbologia vasta ed eterogenea, testimonianza di una cultura che ha le sue radici nel mondo classico oltre che cristiano-cattolico.

 

- L’angelo

- la colonna spezzata

- piante e fiori

- animali

- architetture

- arte muratoria

- accessori: recinzioni, cornici, portalumini e porta fiori.

 

-indice degli autori

-Bibliografia